castelli e tonnare

Nelle pietre dei castelli sono incisi secoli di storia poiché tanti sono gli invasori che si sono succeduti e attraverso gli edifici hanno lasciato un segno del loro passaggio. I Castelli medioevali edificati sulla costa avevano il compito di difendere le borgate marinare e le attività produttive locali di cui le tonnare erano senz’altro le regine. Introdotta dagli arabi intorno all’anno 1000 e proseguita poi dagli spagnoli, la pesca con la tonnara per secoli ha giocato un ruolo fondamentale nell’economia dell’intera costa siciliana. Con il termine “tonnara” si intende sia l’insieme di reti particolarmente conformate che vengono usate per la pesca del tonno rosso sia il luogo in cui si usa la pratica della mattanza ovvero un antico e tradizionale metodo di pesca del tonno rosso. Per un popolo che vive dei prodotti del mare, pescare non è soltanto un lavoro ma un modo di vivere, se non addirittura la condizione stessa dell’esistenza. Per tali ragioni, dunque, oltre al valore monumentale e paesaggistico tali luoghi esprimono anche l’anima e l’essenza di un popolo.

1. Il Castello e la Tonnara di Solanto

Edificato al tempo di re Ruggiero (XII sec.) sopra una grande scogliera al centro di due baie, il castello di Solanto era anticamente destinato a protezione di una attigua tonnara ed ebbe altresì la sorte di divenire improvviso ed imprevisto asilo della più bella e nobile delle regine di Sicilia ovvero Bianca di Navarra, ivi rifugiatasi nel tentativo di sottrarsi alle insidie del vecchio ribelle Bernardo Cabrera. Di epoca successiva, invece, è il Palazzo reale il quale fu edificato agli inizi del XVI sec. inglobando una originaria torre medioevale la quale svolgeva la duplice funzione di caricatore di grano e centro di tonnara. Il complesso fu dominio di grandi famiglie aristocratiche siciliane quali Filangeri, Spadafora, Alliata, nonché in passato anche residenza di svago di re Ferdinando IV di Borbone e della regina Maria Carolina.
La tonnara di Solanto è stata tra le più importanti della costa palermitana. La sua storia inizia nel 1392 e si è conclusa alla metà degli anni sessanta ma, soprattutto nel seicento e nel settecento, la tonnara attraversò un periodo di vero e proprio splendore che le attirò l’interesse dello stesso sovrano Ferdinando IV di Borbone. Solanto divenne, dunque, un vero borgo marinaro ed importante centro di interesse economico in grado di attirare uomini e compratori di tutta la provincia.

 

 

2. Il Castello e la Tonnara di San Nicola

Costruito sopra una bassa scogliera in riva al mare, il castello di San Nicola fu costruito per proteggere la costa e le borgate marinare dalle aggressioni dei pirati turchi, analogamente alla maggior parte dei castelli costieri siciliani. Il castello fu edificato nel XIV secolo circa attorno alla preesistente torre d’avvistamento di epoca normanna ed accanto ad una tonnara, probabilmente la tonnara siciliana con la più antica concessione regia essendo risalente al 1367 e rimase in attività fino al 1935. Rimaneggiato più volte, attualmente il Castello è costituito da una torre cilindrica situata al centro della corte con una terrazza sommitale e contenente, all’interno, tre sale circolari comunicanti grazie ad una scala. Sono presenti, altresì, altre tre torri più piccole collegate da una terrazza usata per il giro delle sentinelle ed attrezzata con l’artiglieria composta da sette cannoni. Nel corso dei secoli il castello e la vicina tonnara, in passato importante risorsa economica, sono stati oggetto di contesa da parte delle varie famiglie nobiliari locali e ad oggi il castello è una meta turistica e parte dei locali sono utilizzati per trattenimenti nuziali e spettacoli vari.

 

 

3. Il Castello e la Tonnara di Trabia

Di antiche origini, il Castello di Trabia divenne proprietà della famiglia Lanza nel XVI secolo insieme ad un fiorente e ricco feudo nel quale erano presenti trappeti per l’estrazione di zucchero dalla cannamela ed una tonnara. Alla fine del 1700, per un breve periodo, il castello venne trasformato in un operoso stabilimento poiché all’industria del tonno si aggiunse quella del panno, dei biscotti, dell’olio di «nozzolo» e della colla ma successivamente divenne nuovamente residenza dei proprietari. Tuttora proprietà dei discendenti della famiglia Lanza, il castello è situato su un’alta costa rocciosa e conserva intatta una antica torre, un tempo adibita a carcere, le mura di recinzione con le corone di torri aventi funzione ornamentale e difensiva, e i resti del ponte levatoio.
La tonnara rimase attiva fino agli anni ’60 e impegnava parecchi pescatori locali per la riparazione delle reti, delle corde e delle barche utilizzate per la pesca del tonno. Ad oggi gli antichi magazzini utilizzati per custodire le imbarcazioni e le relative attrezzature sono stati trasformati in un grande albergo.

 

 

4. Il Castello di Roccella

In riva al mare, su un affioramento roccioso della spiaggia di Roccella, si trovano gli imponenti resti monumentali del Castello la cui presenza è attestata da fonti storiche certe già nel XII secolo. Fu costruito o probabilmente riedificato dagli Arabi sulle rovine di una torre precedente e Ruggero II, re di Sicilia, avendone constatato la notevole importanza strategica, la potenziò e lo rese un importante avamposto militare. Nel 1205 diventò possedimento del Vescovo di Cefalù ed avrebbe ospitato Roberto d’AngiòNel 1750 il castello risulta ancora integro ma Ferdinando Maurici nel sottolineare che “con eccezione della grande torre mastra, il castello di Roccella è stato quasi totalmente smantellato dal tempo, dall’azione del mare e dai cavatori di pietrame” aggiunge che la torre “è uno dei testi più alti di architettura siciliana del secondo Trecento, e non solo in ambito militare.” Il Castello, dunque, nasce come fortezza con caratteristiche prevalentemente difensive per poi diventare un vero e proprio feudo durante la conquista normanna. Esso si componeva sostanzialmente di due parti: un grande torrione ed un corpo di fabbrica, originariamente a più piani, che seguiva 1’andamento della rupe e si protendeva sulla costa a strapiombo sul mare. Il torrione si è conservato sostanzialmente intatto, mentre il corpo di fabbrica e andato quasi interamente distrutto, conservandosene esclusivamente le parti basamentali.